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Università:
con i baroni
o con gli studenti?
Nelle ultime settimane si sono susseguite proteste di piazza, assemblee studentesche (un po’ telecomandate per la verità…), okkupazioni, trasmissioni televisive sul tema della riforma del sistema dell’istruzione italiana. Finora si è fatta molta confusione e ben poca informazione… Innanzi tutto fra riforma della scuola (D.L. 137/2008) e quella dell’università (che però non è una riforma ma solo un articolo nella finanziaria, il 16, oltre all’art. 66 che vale per tutto il settore pubblico). E poi, quasi nessuno ha provato a mettere in luce i veri problemi dell’Università.
Una cosa per noi è certa,
così non si può più andare avanti!
Non c’è un’università italiana tra le migliori 150 del Mondo!
Nel 2001 i corsi di laurea erano 2444, oggi 5500 (il doppio della media europea)!
Le università italiane si sono inventate di tutto: Scienza dell’aiuola, Mediazione dei conflitti, Tecnologia del fitness, Scienza del fiore, Benessere animale…
Ma anche il nostro glorioso Ateneo si è dato da fare: Etica delle relazioni umane, Caratteri originari della storia Europea, Esperto nella progettazione dell’insegnamento a distanza, Cooperazione internazionale per lo sviluppo e la pace…
Va bene, saranno tutti corsi interessantissimi, i docenti saranno preparati e gli studenti motivati…ma quali possibilità di lavoro avranno questi ragazzi???
In Italia vengono insegnate 170.000 materie rispetto alle 90.000 della media europea ma la nostra università produce meno laureati del Cile…e non è certo detto che chi si laurea trovi lavoro!
Ci sono 37 corsi di laurea con 1 solo studente e 327 facoltà che non superano i 15 iscritti.
Si sono moltiplicate cattedre e posti per professori senza tener conto delle reali esigenze dei ragazzi, aumentando la spesa in maniera inaccettabile.
Negli ultimi 7 anni sono stati banditi concorsi per 13.232 posti da associato ma i promossi sono stati 26.000. Nel 99,3% dei casi i candidati sono stati promossi senza posti disponibili, facendo così lievitare vertiginosamente i costi e sottraendo indispensabili risorse alla ricerca.
Cosa ancora più grave, la gran parte di essi sono fratelli, figli, nipoti…dei soliti noti. Vi diamo qualche dato relativo alle facoltà di Medicina: a Messina il 33,3% dei docenti di ruolo ha lo stesso cognome, a Bologna il 17,2%, a La Sapienza il 21,2%, a Napoli il 27,2%...
Così finisce anche che tutti noi siamo sottoposti ad un carico di ore di lezione triplo rispetto alla media europea per trovare giustificazione a corsi fatti solo per regalare cattedre!!!
A chi conviene lasciare le cose
come stanno?
Questa università, a causa delle sue inefficienze, premia le élite e, contrariamente a quello che si crede, punisce i ceti meno abbienti: secondo Bankitalia solo l’8 per cento degli universitari italiani proviene dalle fasce più deboli… In America, che notoriamente non è un paradiso per i più poveri, questo dato arriva al 13 per cento!! Vi pare possibile?!
Alleanza Universitaria e Idee in Movimento si batteranno sempre per un’università realmente libera e meritocratica che dia a tutti la possibilità di studiare e realizzare le proprie ambizioni lavorative. Oggi tutto ciò non possibile. Per questo crediamo che siano necessari progetti di riforma che mirino non alla difesa dell’esistente ma ad una vera e propria “rivoluzione” di questo sistema ormai marcio. Per fare questo però è necessario che il Ministro Gelmini ascolti gli studenti attraverso le loro associazioni presenti nel Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari affinché questo percorso sia il più condiviso possibile.
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